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Si torna a parlare di cessione di rete

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E’ uno dei temi sempre presenti, da qualche anno a questa parte, quando si parla di reti di telefonia mobile. Dopo H3G e Vodafone, che hanno esternalizzato la gestione della propria rete mobile cedendola ad Ericsson, sembra ora giunto il momento di Wind. Che però, logicamente, non sembra aver fretta e si sta adoperando per concludere, o meno, l’eventuale cessione nel miglior modo possibile per l’azienda e, si spera davvero, anche per i dipendenti.

E’ notizia del maggio scorso l’incarico affidato a McKinsey di valutare la possibilità di cedere od esternalizzare tutti o solo una parte dei settori nevralgici della gestione dell’infrastruttura di rete, sia fissa che mobile. Quanto emerso dallo studio di fattibilità non è ovviamente di pubblico dominio, ma si registra proprio di recente un incontro con i sindacati di categoria per discutere dei punti salienti dell’eventuale operazione. Sembrerebbe quindi che Wind abbia già preso una decisione.

I candidati principali a gestire la rete Wind sono i soliti: Ericsson, Siemens-Nokia e, soprattutto, Huawei. Il colosso cinese, supportato in Italia da Sirti e Sielte, storici installatori italiani, sembrerebbe avere in mano le carte migliori. Restano comunque da stabilire le tempistiche, specie considerando la futura implementazione della nuova rete LTE per la quale Wind si è appena aggiudicata, a caro prezzo, le frequenze. La vendita degli asset di rete si potrebbe vedere anche nell’ottica della grande spesa effettuata per il 4G.

La questione più importante, secondo noi, al di là dello sviluppo della rete 3G (che ancora di certo non è estesa come quella GSM) e della nuova rete LTE, sarà il trattamento riservato ai dipendenti Wind che ad oggi seguono il comparto rete. A secondo di cosa deciderà Wind, potrebbero essere interessati da un minimo di 600 a più di 1600 persone. Sono cifre notevoli. Ci auguriamo di cuore che siano fatti rispettare al massimo i loro diritti e la loro professionalità.

Non resta che rimanere all’erta. Stay tuned, come sempre!

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