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In Wind si ricomincia a respirare aria di esternalizzazioni

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Oggi vorremmo occuparci di un argomento che – a prima vista – sembrerebbe non riguardare direttamente noi utenti, ma che invece potrà influire significativamente sulla qualità del servizio offerto da Wind. Stiamo parlando del riaffacciarsi della possibilità, in queste ultime settimane divenuta sempre più concreta, di un’esternalizzazione dell’intero comparto rete (mobile – fisso – centri di gestione) ad un’azienda terza.

Questo processo, se dovesse andare in porto, toccherà l’asset di maggior valore per ogni azienda: i lavoratori.

Lo scopo di questo processo, come già accennato, è quello di affidare la gestione e la pianificazione della rete Wind (installazione di nuovi impianti, manutenzione e ottimizzazione di quelli già esistenti) ad una figura esterna a Wind stessa, con prevedibili conseguenze dal punto di vista lavorativo. I lavoratori coinvolti saranno circa 1000-1500, un numero enorme se rapportato ai 7000 dipendenti attualmente in Wind.

Wind, dal canto suo, non è nuova ad operazioni del genere, e abbiamo parlato ampiamente negli scorsi anni del caso delle esternalizzazioni dei Call Center di Sesto San Giovanni, che – come ampiamente previsto dalle organizzazioni sindacali – ha portato i lavoratori coinvolti a rimanere senza stipendio e a perdere il posto.

I player di questo nuovo possibile processo di esternalizzazione sono, oltre a Wind stessa, 4 tra le principali aziende mondiali che si occupano di infrastrutture radiomobili, ma sembrerebbe che le due “papabili” siano la cinese Huawei, che secondo alcune indiscrezioni avrebbe ben impressionato il management di Wind, e la svedese Ericsson.

L’incognita di affidare l’intera rete ad un soggetto esterno, specialmente se proveniente da un mercato totalmente diverso dal nostro come quello cinese, sta inevitabilmente portando i lavoratori a non credere più in un futuro garantito nella propria azienda, e a non lavorare quindi con la stessa voglia di sempre, soprattutto conoscendo le conseguenze delle operazioni simili già affrontate in passato. Anche dal punto strettamente tecnico, bisognerà vedere l’operato dell’eventuale nuovo fornitore che gestirà la rete, qualunque esso sia: innanzitutto viene da chiedersi se proseguiranno gli investimenti per il miglioramento della copertura a cui Wind ci ha abituato negli ultimi anni.

L’accordo di spin-off non è stato ancora firmato, nei prossimi mesi la situazione potrà quindi evolversi nuovamente, o trasformarsi in un nulla di fatto.

Ci auguriamo che Wind stavolta consideri i lavoratori come individui, e non come un mero costo da ridurre il più possibile, a prescindere dal resto.

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