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Rete di nuova generazione in fibra ottica: ancora divergenze tra gli operatori

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Telecom e gli altri operatori (Wind, Tiscali e Vodafone), uniti nel progetto “Fibra ottica per l’Italia“, hanno fatto emergere, durante il convegno “Internet chiama Italia” organizzato qualche giorno fa a Roma dall’Associazione Italiana Provider, la volontà di procedere per strade diverse per quanto riguarda l’espansione della banda larga nelle zone non ancora coperte e, soprattutto, la realizzazione delle nuove reti in fibra ottica.

Presto al progetto si aggiungerà un altro soggetto, Fibra Ottica SpA, che rappresenterà gli interessi di 13 piccoli operatori con fatturato aggregato di circa 80 milioni di euro.

Telecom dal canto suo spinge per il mantenimento del monopolio sulla rete anche per quanto riguarderà la rete di nuova generazione (NGN), restando alla situazione attuale in cui gli altri operatori paghino un canone per l’uso delle risorse.

Wind, tramite Romano Righetti (Direzione Regulatory Affairs and Institutional Relations) , ha affermato che il mercato ripagherà una sola rete, e quindi è necessaria una partnership pubblico-privato, a cui dovranno sommarsi nuove regole per l’accesso e un cambiamento rispetto alla gestione attuale.

Per Giovanni Amendola, responsabile regolamentazione Ue di Telecom, l’investimento pubblico è necessario solo nelle aree in cui attualmente non c’è banda larga per disinteresse del mercato e, in parte, dove c’è un solo operatore.

Infine, secondo Bianca Maria Martinelli di Vodafone, il modello più efficiente è quello della fibra ottica nelle metropoli, con una sola infrastruttura aperta a tutti e della banda larga fornita tramite le reti mobili altrove.

Secondo Francesco Sacco di Regione Lombardia, la nuova rete in fibra ottica non vorrà soltanto dire maggiore velocità di navigazione, ma permetterà di estendere e migliorare altri servizi (es. scuola digitale e pubblica amministrazione online), diffondere ancora di più l’alfabetizzazione informatica della popolazione e lo sviluppo delle “Internet Company“.

Siamo dell’idea che questa infrastruttura sia di fondamentale importanza e vada realizzata quanto prima, perché consentirebbe all’Italia di recuperare il divario con gli altri Paesi europei e tornare competitiva nel mercato internazionale.

Come sempre vi terremo aggiornati degli sviluppi della vicenda, stay tuned!

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