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Voicity: tra la richiesta fallimento e le promesse di pagamento degli stipendi

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RadiciContinuiamo ad interessarci della vicenda che sta coinvolgendo il gruppo Voicity (acquirenti di Omnia Network). L’aria che si respira è sicuramente delle più viziate, dove le soluzioni all’enigma sono sempre più ingarbugliate e quotidianamente ci sono nuovi sviluppi. Alcune analisi sono addirittura imbarazzanti e grottesche, se non fosse che dietro c’è il lavoro, ma soprattutto la dignità, di circa 3000 persone. Perché innanzitutto si tratta di PERSONE, non semplici numeri matricola o risorse umane, come più spesso vengono spersonalizzati i lavoratori di un’azienda.

A confermare quanto gli interessi del privato siano predominanti nella vicenda, giorno 22 Gennaio è stata battuta dall’Ansa un’agenzia al quanto sconcertante.

Omnia Network, che ricordiamo fino a non più di 2 anni fa era una società stabile nel settore dei servizi di call center dedicati alle imprese, è stata venduta alcuni mesi fa ad una società veicolo, Alba Rental, che “stranamente” ha accettato di acquistarla ad un prezzo molto più elevato rispetto a quanto il mercato indicherebbe. Ma anche qui entra in gioco un metodo tanto in voga in questo periodo: Alba Rental ha acquistato Omnia Network senza tirar fuori un centesimo di euro, ma accollandosi 29 milioni di euro di debiti che quest’ultima aveva nei confronti di altre società.
Ciò che però balza all’occhio sviscerando l’ingarbugliata vicenda, è il coinvolgimento continuo sempre delle stesse persone nei vertici aziendali: due dirigenti (di cui non sono riportati i nomi) e Alessandro Gilli. Quest’ultimo era azionista e amministratore di Omnia Network, ma anche presindente di Alba Rental! Un chiaro conflitto di interesse!
La situazione si intreccia ulteriormente. Alba Rental, circa 30 giorni dopo, cede i call center ex Omnia appena acquisiti, proprio a Voicity, una società controllata al 70% dal fondo lussemburghese East Investment. Amministratore unico di Voicity viene nominato lo stesso Gilli!!! Strana la vità, eh!?!
La conclusione di questo “gioco” è che Omnia, che ricordiamo era quotata in Borsa, si è liberata dei call center in perdita e ha ridotto fortemente il suo indebitamento. I call center e i relativi dipendenti ora sono creditori di una nuova proprietà, in mano a un fondo lussemburghese e senza stipendi da novembre.
Ma i dirigenti, che forse hanno frequentato specifici corsi e sostenuto difficilissimi esami per diventare così “esperti”, non si sono fermati qui! Per completare l’opera distruttiva, e far passare tutto quasi inosservato all’esterno, hanno fatto riassumere i dipendenti attraverso contratti di subappalto, in modo da poter continuare a servire i clienti (ricordiamo che Wind è una di questi), al fine di non perdere le commesse.

In ogni caso sull’intera vicenda di Omnia Service Group sono in corso accertamenti di natura fiscale societaria da parte del nucleo valutario della Gdf di Milano coordinato dalla Procura.

Cosa vi sembra tutto ciò? E’ il classico sistema delle scatole cinesi che tanto piace agli imprenditori e ai politici italiani. La storia del Bel Paese ormai abbonda di casi clamorosi come questo, eppure tutto ciò viene ancora bellamente concesso! Anche perché a rimetterci sono quasi sempre le “foglie” dell’albero, che cadranno al prossimo alito di vento, mentre il fusto rimarrà saldamente al suo posto, grazie anche a “radici” estremamente profonde!

Ma proseguiamo.

Giorno 26 gennaio si è svolto a Roma un incontro fra dirigenza di Voicity e Segreterie Nazionali e Territoriali di alcuni dei sindacati.

L’azienda, in principio, ha presentato un piano di ristrutturazione che prevedeva pesanti tagli occupazionali e nessun elemento di chiarezza sulle retribuzioni e, conseguentemente, su come l’azienda intendesse ripianare la propria situazione economica.

Il tutto risultava ulteriormente aggravato dalla richiesta di fallimento presentata alcuni giorni fa da alcuni creditori presso il Tribunale di Milano.

Novità delle ore seguenti, però, hanno dato qualche flebile speranza: il management aziendale avrebbe dichiarato di aver ottenuto lo sblocco di alcuni crediti e di aver ricevuto un’offerta di acquisto di ramo di azienda (il perimetro che include la commessa Wind) che dovrebbero portare fondi nelle casse aziendali sufficienti a pagare gli arretrati.

Sciopero

L’azienda, infatti, ha promesso di pagare tutti gli stipendi arretrati dei suoi quasi 2.400 dipendenti entro febbraio. “L’azienda conta di recuperare 6,2 milioni di euro entro la fine di febbraio e pagare tutti gli arretrati ai dipendenti”, dicono i sindacati.

Sempre secondo le voci circolate nelle ultime ore, i rappresentanti dell’azienda hanno spiegato che contano di recuperare 2 milioni di euro da Tiscali, 2 milioni dalla vendita del ramo d’azienda che lavora la commessa Wind (273 dipendenti) alla società di call center ‘Call & call’, e altri 2,2 milioni di euro da pignoramenti.

Infine vi segnaliamo che oggi 1 Febbraio alle ore 21, in via Maestri del Lavoro, Sesto San Giovanni (MI) si svolgerà la manifestazione “Parole e musica di solidarietà” contro la chiusura e i licenziamenti delle tante aziende della zona!

Il volantino PDF è reperibile a questo indirizzo: LINK

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